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SEC e CFTC intervengono sulle regole delle criptovalute dopo lo stallo del disegno di legge al Senato
Le autorità di regolamentazione federali stanno elaborando regole sulle criptovalute a livello di agenzie dopo che il Clarity Act non è riuscito ad avanzare, mentre gli Stati discutono quanta autorità dovrebbero conservare.
La Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission hanno iniziato a portare avanti le politiche sulle criptovalute dopo che il Senato ha bloccato l’avanzamento del Clarity Act, secondo quanto riferito da CNBC.
Due giorni dopo che il disegno di legge non è riuscito ad avanzare, la SEC ha utilizzato i poteri già esistenti per creare una modalità temporanea di negoziazione di alcune azioni tokenizzate. La decisione potrebbe avvicinare i mercati finanziari a un’operatività 24 ore su 24, man mano che le versioni basate sulla blockchain dei titoli tradizionali diventano più facili da negoziare.
Lo stesso giorno, la CFTC ha inoltre inviato alla Casa Bianca, per una revisione, una proposta normativa relativa alle criptovalute. L’agenzia non ha reso pubblico il contenuto della proposta, ma l’Office of Management and Budget ha confermato che la proposta era al vaglio.
Le iniziative mostrano che le agenzie federali si stanno preparando ad agire senza aspettare che il Congresso approvi una legge organica sugli asset digitali. Il settore delle criptovalute aveva sostenuto il Clarity Act, ma il suo fallimento ha aumentato la pressione sui regolatori affinché forniscano regole per un mercato che le società finanziarie stanno esplorando sempre più.
Le agenzie preparano una propria strada
Summer Mersinger, amministratrice delegata della Blockchain Association ed ex commissaria della CFTC, ha affermato che l’incertezza sta scoraggiando le istituzioni finanziarie tradizionali dall’utilizzare la tecnologia crypto. A suo avviso, indicazioni più chiare da parte delle agenzie potrebbero attirare maggiori investimenti, collegare più strettamente gli asset digitali alla finanza tradizionale ed espandere il settore.
L’amministratore delegato di Coinbase, Brian Armstrong, importante sostenitore del settore per la legislazione, ha dichiarato dopo il fallimento del voto procedurale al Senato del 15 settembre che il settore non poteva continuare a fare affidamento esclusivamente sul Congresso. Anche il presidente della Senate Banking Committee, Tim Scott, repubblicano della Carolina del Sud, ha esortato le agenzie federali a stabilire standard applicabili mentre i legislatori restano divisi.
Il presidente della CFTC, Michael Selig, ha dichiarato che la commissione avrebbe contribuito a dare attuazione all’impegno del presidente Donald Trump di creare un quadro normativo duraturo per i mercati crypto, facendo affidamento sull’autorità già conferita all’agenzia. Quando gli è stato chiesto dei suoi piani, la CFTC ha indirizzato CNBC a una dichiarazione da lui rilasciata il 16 settembre.
La SEC ha riferito a CNBC di stare valutando modifiche alle norme che disciplinano la custodia degli asset appartenenti ai clienti e ai fondi delle società di consulenza finanziaria. L’agenzia ha dichiarato che tali modifiche potrebbero riguardare anche gli asset crypto.
Caroline Pham, che ha guidato la CFTC ad interim dall’inizio del secondo mandato di Trump fino a dicembre e ora ricopre ruoli dirigenziali presso MoonPay, ha affermato che si prevedeva un’alternativa a livello di agenzie. Il lavoro svolto dalla SEC e dalla CFTC dall’inizio dell’amministrazione comprendeva preparativi per proseguire senza una nuova legge del Congresso.
Questo lavoro comprende anche Project Crypto, un’iniziativa introdotta nel luglio 2025 per aggiornare la regolamentazione dei titoli e avvicinare maggiormente gli approcci della SEC e della CFTC. Nell’agosto 2025, Pham ha dichiarato che la CFTC avrebbe iniziato a mettere in pratica le raccomandazioni del President’s Working Group on Digital Asset Markets.
Gli Stati contestano i piani federali
La disputa non riguarda soltanto i regolatori finanziari di Washington. Anche le autorità statali contestano il modo in cui la vigilanza sugli asset digitali dovrebbe essere ripartita tra il governo federale e gli Stati.
Un gruppo bipartisan di procuratori generali statali ha scritto alla Senate Banking Committee il 14 settembre, chiedendo ai legislatori di respingere il Clarity Act. Hanno sostenuto che il disegno di legge indebolirebbe la capacità degli Stati di vigilare sui mercati dei titoli e di proteggere i residenti da schemi fraudolenti.
I procuratori generali hanno esortato la commissione a preservare i poteri di enforcement degli Stati. La loro posizione riflette una preoccupazione più ampia: un unico quadro federale potrebbe sostituire le tutele locali, soprattutto nei settori in cui le autorità statali già indagano sulle irregolarità finanziarie.
Aaron Klein, senior fellow in studi economici presso la Brookings Institution ed ex membro dello staff senior della Senate Banking Committee, ha dichiarato a CNBC che i mercati dei capitali nazionali e internazionali sono più adatti alla vigilanza federale. Ha tuttavia affermato che gli Stati hanno un ruolo importante nel perseguire frodi e truffe.
Klein ha sostenuto che, sebbene il Congresso non abbia istituito un quadro organico per le criptovalute, gli Stati dovrebbero concentrarsi maggiormente sul monitoraggio dei processori di pagamento e sul perseguimento dei criminali. Mersinger ha posto l’accento su un aspetto diverso, affermando che l’azione degli Stati generalmente interviene dopo che si è verificato un danno, anziché prevenirlo. Ha detto che una vigilanza federale più forte potrebbe ridurre la necessità per i procuratori generali statali di intervenire dopo che i clienti sono già stati colpiti.
La legislazione resta possibile
Il voto bloccato al Senato non pone necessariamente fine alle prospettive del Clarity Act. Il senatore Thom Tillis, repubblicano della Carolina del Nord, ha cambiato il proprio voto per opporsi al disegno di legge, un passaggio che gli consente di chiederne il riesame.
Le elezioni di metà mandato stanno ora attirando l’attenzione dei legislatori, creando ulteriore incertezza su quando il Congresso potrebbe tornare a occuparsi della legge. Nel frattempo, la SEC e la CFTC procedono facendo uso dei poteri loro conferiti dalle leggi vigenti, mentre rappresentanti del settore, autorità statali e legislatori continuano a discutere su chi debba stabilire i confini dei mercati degli asset digitali.
Per le società e gli investitori, le iniziative delle agenzie possono offrire una via verso una maggiore chiarezza senza risolvere la disputa politica centrale. Le autorità federali possono emanare o modificare regole nell’ambito dei poteri di cui già dispongono, ma il conflitto permanente sui poteri degli Stati significa che la struttura normativa resta irrisolta.