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Blast chiuderà la sua rete layer 2 di Ethereum mentre gli ETF Bitcoin tornano a registrare afflussi
Blast sta chiudendo la sua rete, mentre i fondi Bitcoin hanno registrato afflussi a ottobre e la SEC ha proposto opzioni più ampie per la custodia delle criptovalute.
Blast sta chiudendo la sua rete layer 2 di Ethereum dopo aver stabilito che il costo di gestione della chain è superiore ai ricavi generati. La decisione arriva mentre gli ETF Bitcoin spot statunitensi sono tornati a registrare afflussi positivi e la Securities and Exchange Commission ha proposto modifiche che potrebbero rendere più facile per consulenti e fondi detenere asset digitali.
Cointelegraph ha riferito che Blast non vede una strada percorribile verso la sostenibilità finanziaria e sta chiedendo agli utenti di trasferire i propri asset sulla rete principale di Ethereum. Il progetto prevede di ridurre a 24 ore il periodo di attesa per i prelievi. I prelievi saranno temporaneamente sospesi mentre Blast disimpegna gli asset depositati tramite Lido, un processo che dovrebbe durare circa una settimana.
Gli utenti possono utilizzare l’interfaccia di Blast per effettuare prelievi fino al 26 ottobre. Dopo quella data i fondi non scompariranno, ma per accedervi gli utenti dovranno interagire direttamente con i contratti bridge che collegano Blast ed Ethereum.
Il ritiro di Blast dalla crescita iniziale
Tieshun “Pacman” Roquerre, fondatore di Blur, ha presentato Blast nel 2023 con una proposta incentrata su rendimenti nativi per Ether e stablecoin. La rete offriva inoltre incentivi legati a un’attesa distribuzione di token. Questo approccio ha attirato oltre 2 miliardi di dollari prima che la mainnet di Blast entrasse in funzione nel febbraio 2024.
La sua espansione iniziale non è durata. Il declino del mercato dei token non fungibili ha indebolito l’ambiente in cui Blast aveva attirato attenzione e i depositi della finanza decentralizzata sulla rete sono successivamente crollati. Cointelegraph ha riferito che il valore totale bloccato nella DeFi di Blast è ora diminuito di oltre il 98% rispetto al picco di circa 2,2 miliardi di dollari raggiunto nel giugno 2024.
La chiusura illustra la pressione a cui sono sottoposte le reti blockchain la cui attività e i cui incentivi non generano entrate sufficienti a coprire i costi infrastrutturali e operativi. Agli utenti di Blast viene offerta una via per tornare su Ethereum, ma il processo richiede attenzione alle scadenze per i prelievi e, in seguito, un’interazione diretta con i contratti bridge.
I fondi Bitcoin iniziano il mese in rialzo
Gli ETF Bitcoin spot statunitensi hanno registrato sottoscrizioni nette per 102,7 milioni di dollari nel primo giorno di contrattazioni di ottobre, invertendo i deflussi per 148,7 milioni di dollari registrati il giorno precedente. I dati provenivano da SoSoValue, secondo quanto citato da Cointelegraph.
Nel complesso, gli asset netti dei fondi hanno raggiunto 109,3 miliardi di dollari. I loro afflussi netti cumulativi ammontavano a 57,6 miliardi di dollari. Il rimbalzo mensile è seguito a un terzo trimestre particolarmente positivo, durante il quale i prodotti hanno ricevuto afflussi netti per 6,34 miliardi di dollari. Settembre ha rappresentato 2,65 miliardi di dollari di quel totale.
Anche Bitcoin ha guadagnato terreno durante il trimestre, salendo del 42,7%. Al momento del servizio di Cointelegraph, la criptovaluta veniva scambiata a circa 85.900 dollari, in rialzo del 2,1% nelle 24 ore precedenti, secondo CoinGecko.
Il sentiment del mercato è rimasto ottimista, sebbene si sia leggermente attenuato. Il Crypto Fear & Greed Index di Alternative.me è sceso a 72 da 74 del giorno precedente, lasciando l’indicatore nella categoria “Greed”.
La SEC valuta accordi di custodia più ampi
La proposta della SEC affronta un problema pratico per i consulenti finanziari che cercano di offrire ai clienti un’esposizione agli asset crypto: trovare un’istituzione idonea a custodire uno specifico token. Quando non sono disponibili servizi di custodia adeguati, i consulenti potrebbero non essere in grado o non essere disposti a includere quell’asset nei portafogli dei clienti.
In base alla proposta, i consulenti potrebbero detenere direttamente le criptovalute dei clienti nei casi in cui non esista un custode crypto idoneo, a condizione che rispettino condizioni specifiche. Anche le società fiduciarie autorizzate dai singoli Stati potrebbero assumere ruoli di custodia di asset crypto.
La mossa dell’autorità di regolamentazione potrebbe rimuovere un ostacolo per le società finanziarie che intendono espandersi negli asset digitali. Il presidente della SEC Paul Atkins ha affermato che il mercato crypto si è evoluto da settore specialistico a classe di investimento da migliaia di miliardi di dollari, mentre la regolamentazione non è avanzata allo stesso ritmo.
La Digital Chamber aveva già evidenziato la carenza di custodi qualificati. In una comunicazione inviata alla SEC nel maggio 2025, il gruppo di settore ha affermato che alcuni consulenti avevano respinto allocazioni in token o chiesto alle società in portafoglio di detenere gli asset finché non fosse stata disponibile una soluzione di custodia accettabile. Le modifiche proposte mirano ad affrontare questo vincolo, sebbene l’articolo non abbia fornito un calendario per l’approvazione delle regole definitive.