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L’S&P 500 si avvicina al record mentre le previsioni sugli utili superano i prezzi
L’S&P 500 è vicino al suo massimo, ma le previsioni sugli utili sono cresciute più rapidamente dell’indice, portando la sua valutazione prospettica al di sotto della media quinquennale.
L’S&P 500 ha chiuso lunedì a 7.764,70, meno dello 0,5% al di sotto del record di metà agosto, pari a 7.798,99. Tuttavia, l’indice non ha raggiunto quel livello semplicemente perché gli investitori hanno fatto salire i prezzi delle azioni. Secondo quanto riportato da The Motley Fool, le previsioni sugli utili delle società sono aumentate molto più rapidamente del mercato stesso.
Il rapporto settimanale sugli utili di FactSet, datato 18 settembre, mostrava che gli utili attesi per le società dell’S&P 500 nei 12 mesi successivi erano aumentati dell’8,8% dal 30 giugno. Nello stesso periodo, l’indice era salito soltanto dell’1,8%, secondo i dati del rapporto.
Questa differenza ha ridotto il rapporto prezzo/utili prospettico dell’indice, che confronta il suo valore con gli utili previsti per l’anno successivo. Gli investitori che acquistavano alla fine di giugno pagavano circa 20,4 volte gli utili attesi. Al momento del rapporto di FactSet, il multiplo era sceso a 19,1. Dopo il rialzo dell’1,5% di lunedì, si attestava intorno a 19,4.
Le previsioni sugli utili spingono il mercato
La valutazione prospettica più bassa è significativa perché gli analisti hanno aumentato le loro aspettative, invece di ridurle, con l’avvicinarsi della stagione dei risultati. FactSet stima una crescita degli utili del terzo trimestre del 28,9%, rispetto al 26,7% del 30 giugno. Se questa previsione sarà confermata, si tratterebbe del terzo trimestre consecutivo in cui gli utili dell’S&P 500 aumentano di oltre il 25% rispetto all’anno precedente.
Le stime sugli utili per azione sono inoltre aumentate dell’1,2% tra il 30 giugno e il 31 agosto. Negli ultimi cinque anni, gli analisti hanno generalmente ridotto le loro stime dell’1,7% durante quei due mesi. L’ultimo aumento rappresenta quindi una netta deviazione dal consueto andamento e segue un altro trimestre in cui le previsioni sono state riviste al rialzo.
Anche le vendite offrono un sostegno. Si prevede che i ricavi complessivi dell’indice aumentino dell’11,9% su base annua nel terzo trimestre. Sarebbe il terzo trimestre consecutivo con una crescita delle vendite superiore al 10%, a indicare che i guadagni previsti non derivano esclusivamente dalla riduzione dei costi o del numero di azioni in circolazione.
Per gli investitori che valutano un prodotto che replica un indice, come il Vanguard S&P 500 ETF, la distinzione è importante. Il fondo detiene le stesse società rappresentate dall’indice e al momento del rapporto veniva scambiato a circa 713 dollari per azione. Un multiplo prospettico in calo può far apparire un indice più ragionevolmente valutato, anche quando rimane vicino a un prezzo record.
La valutazione dipende dagli utili futuri
Il rapporto prezzo/utili prospettico dell’S&P 500 era inferiore alla media quinquennale di 19,8, anche se rimaneva al di sopra della media decennale di 19,0. In base a questo indicatore, il mercato appariva meno costoso rispetto al periodo quinquennale più recente.
Il quadro cambia quando i prezzi correnti vengono confrontati con gli utili già dichiarati. Su base storica, l’indice era scambiato a 25,5 volte gli utili, al di sopra della media quinquennale di 24,4 e di quella decennale di 23,6. L’apparente sconto dipende quindi dal fatto che gli analisti abbiano sostanzialmente ragione sugli utili che le società dovrebbero generare.
Queste previsioni dipendono inoltre fortemente da un numero ristretto di settori e società. Si prevede che tutti gli 11 settori dell’S&P 500 registrino utili più elevati nel terzo trimestre, ma gli aumenti più consistenti sono concentrati nei settori energia, tecnologia e servizi di comunicazione.
Si prevede che l’energia faccia da capofila, con una crescita degli utili di circa il 110%, sostenuta da prezzi del petrolio che nel trimestre hanno registrato una media di circa il 30% superiore a quella dell’anno precedente. Segue la tecnologia, con circa il 63%. All’interno di questo settore, si prevede che i produttori di chip e i fornitori di apparecchiature registrino una crescita del 126%; escludendo queste società, si stima che il resto del settore tecnologico cresca di circa il 24%.
Si prevede che i servizi di comunicazione crescano del 51%, con Meta Platforms responsabile di gran parte della solidità del settore. Gli analisti si aspettano che gli utili per azione della società di social media raggiungano 6,74 dollari nel terzo trimestre, rispetto a 1,05 dollari dell’anno precedente.
La forte crescita potrebbe infine rallentare
Le stime indicano che il ritmo attuale non durerà indefinitamente. Gli analisti prevedono una crescita degli utili dell’S&P 500 del 26,5% nel quarto trimestre e del 31,8% nel 2026. La loro previsione scende poi a circa il 15% nel 2027, includendo un periodo di crescita quasi piatta nel secondo trimestre.
Le prospettive comportano rischi particolari per gli utili legati ai chip, qualora la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale si indebolisse. Anche gli utili del settore energetico potrebbero essere vulnerabili alle variazioni dei prezzi del petrolio, mentre la previsione per i servizi di comunicazione dipende insolitamente da una sola grande società.
Ciononostante, l’analisi di The Motley Fool sostiene che il recente rialzo del mercato sia più incoraggiante di un rally guidato principalmente dall’espansione delle valutazioni. L’S&P 500 è vicino al suo massimo perché gli utili attesi hanno raggiunto il livello dei prezzi, non perché i prezzi abbiano corso in avanti rispetto agli utili. Questo non rende l’indice economico, ma potrebbe lasciare spazio agli investitori che acquistano attraverso un approccio diversificato di investimento a intervalli regolari, con importi fissi.