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Il Nasdaq chiude a un livello record mentre volano i titoli legati all’IA
I titoli tecnologici statunitensi sono saliti vertiginosamente mentre gli investitori tornavano a essere ottimisti sulla spesa per l’intelligenza artificiale; il calo dei rendimenti dei Treasury e dei prezzi del petrolio ha inoltre allentato la pressione sui mercati.
I titoli tecnologici statunitensi hanno spinto lunedì il Nasdaq verso una nuova chiusura record, con i produttori di chip e altre società legate all’intelligenza artificiale a guidare un rialzo generalizzato. Advanced Micro Devices ha guadagnato circa il 10%, portando per la prima volta la propria capitalizzazione di mercato oltre 1.000 miliardi di dollari, mentre Intel e Arm Holdings hanno registrato aumenti ancora più marcati.
Il Nasdaq è salito del 2,26% a 27.122,09 punti, segnando il primo livello record di chiusura dal 2 giugno. L’S&P 500 ha guadagnato l’1,49%, chiudendo a 7.764,70 punti, circa lo 0,4% al di sotto della chiusura record del 13 agosto. Il Dow Jones Industrial Average è avanzato dello 0,71%, terminando a 52.048,83 punti.
Il rialzo è stato riferito da Devdiscourse.com, che ha citato un’analisi di mercato distribuita tramite un’agenzia. Si è verificato mentre gli investitori rivalutavano le prospettive degli investimenti nell’IA, dopo che gli avvertimenti dei dirigenti di importanti società del settore avevano contribuito a innescare una settimana prima un’ondata di vendite sui titoli tecnologici in tutto il mondo.
I produttori di chip e i titoli legati all’IA guidano il rialzo
I titoli dei semiconduttori sono stati tra i migliori performer. Intel è balzata del 12,2%, mentre Arm Holdings è salita del 17%. L’indice PHLX dei semiconduttori, che segue le principali società produttrici di chip, è aumentato del 4,3%.
Anche Meta ha registrato un guadagno consistente, avanzando dell’11,4%. Wells Fargo ha alzato il proprio obiettivo di valutazione per la società di social media dopo il lancio del suo assistente IA Muse. Le società legate all’IA hanno svolto un ruolo importante nel rafforzare le aspettative sugli utili societari, anche se gli investitori continuano a chiedersi se la rapida espansione del settore possa essere sostenuta.
La valutazione del mercato era diventata meno onerosa dopo il recente calo. Venerdì, l’S&P 500 veniva scambiato a poco meno di 19 volte gli utili previsti, secondo i dati LSEG. Si trattava della valutazione più bassa dal 2023, il che poteva lasciare agli investitori più spazio per tornare sui titoli tecnologici quando il sentiment fosse migliorato.
Otto degli 11 gruppi settoriali dell’S&P 500 hanno chiuso in rialzo. I servizi di comunicazione hanno guidato i guadagni settoriali con un aumento del 4,16%, seguiti dalla tecnologia dell’informazione, salita del 2,4%.
Rendimenti e petrolio in calo
Anche il calo dei rendimenti obbligazionari ha sostenuto il rialzo. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è sceso sotto il 5%, arretrando dai massimi recenti e riducendo una delle fonti di pressione sulle società ad alta crescita. Rendimenti più bassi possono far apparire più preziosi gli utili societari futuri e aumentare l’attrattiva delle azioni rispetto alle obbligazioni.
Nello stesso momento, i prezzi del petrolio si sono indeboliti. Il greggio Brent è sceso brevemente sotto i 100 dollari al barile, raggiungendo il livello più basso dal 9 settembre, prima di stabilizzarsi a 100,34 dollari. Il calo rifletteva le speculazioni sulla possibilità che dai colloqui sul Medio Oriente, in programma questa settimana durante una riunione delle Nazioni Unite, potessero emergere progressi diplomatici.
Le tensioni tra Washington e Teheran sono proseguite nel fine settimana, ma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di essere disposto a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Pezeshkian dovrebbe partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Gli investitori hanno considerato la possibilità di colloqui un motivo per ridurre parte del premio per il rischio incorporato nei prezzi del petrolio.
Le prospettive sui tassi d’interesse sono rimaste un contrappeso all’ottimismo del mercato. La Federal Reserve ha aumentato i tassi la scorsa settimana per la prima volta in tre anni, nel tentativo di contenere l’inflazione. Secondo l’indicatore FedWatch di CME, i trader attribuivano una probabilità del 50% a un altro aumento il mese prossimo, mentre nel corso della settimana erano attesi gli interventi di almeno 10 esponenti della banca centrale.
Gli sviluppi globali alimentano i movimenti del mercato
Anche altri sviluppi internazionali hanno influenzato gli asset quotati negli Stati Uniti. Le azioni delle società esposte alla Groenlandia sono salite dopo che Stati Uniti e Danimarca hanno compiuto progressi nei negoziati sullo status del territorio. Greenland Mines ha triplicato il proprio valore, mentre Greenland Energy è più che raddoppiata.
Il bitcoin è salito di oltre il 6%, raggiungendo un livello che non si vedeva da più di sette mesi. Il rialzo ha sostenuto Coinbase e Strategy, società le cui azioni sono strettamente associate ai mercati delle criptovalute e alla propensione degli investitori al rischio.
Un incontro previsto giovedì tra i leader cinesi e statunitensi potrebbe affrontare diverse questioni, tra cui il futuro della tregua commerciale tra i due Paesi, il conflitto che coinvolge l’Iran e le norme che disciplinano l’intelligenza artificiale. Secondo una fonte, gli Stati Uniti avrebbero proposto di prorogare la tregua di sei mesi, mentre la Cina avrebbe voluto un accordo più lungo.
Paramount Skydance è scesa di quasi il 3%. Il movimento è seguito a una notizia secondo cui la società aveva raggiunto un accordo con la California e altri 11 Stati che contestavano la fusione da 110 miliardi di dollari proposta con Warner Bros Discovery.
L’ampiezza del mercato è stata positiva, ma non travolgente. I titoli dell’S&P 500 in rialzo hanno superato quelli in calo con un rapporto di 1,4 a uno. L’indice ha registrato sette nuovi massimi e 29 nuovi minimi, mentre il Nasdaq ha segnato 64 nuovi massimi e 127 nuovi minimi. I volumi di scambio hanno raggiunto 16,5 miliardi di azioni, leggermente al di sopra della media delle ultime 20 sedute, pari a 16,2 miliardi.