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L’UF riceve un rinnovo da 9 milioni di dollari per la ricerca sulle malattie critiche croniche
Un finanziamento NIH della durata di sei anni sosterrà la ricerca dell’UF sulle disfunzioni immunitarie e sui trattamenti personalizzati per i pazienti che restano malati dopo una grave patologia.
Il Sepsis and Critical Illness Research Center dell’Università della Florida ha ricevuto il rinnovo di un finanziamento del National Institutes of Health del valore di circa 9 milioni di dollari nell’arco di sei anni, riferisce research.med.ufl.edu. I fondi sosterranno la fase successiva di un’iniziativa a lungo termine volta a capire perché alcuni pazienti si riprendono da una malattia potenzialmente letale mentre altri restano malati per mesi o più a lungo.
Il finanziamento proviene dal National Institute of General Medical Sciences del NIH, attraverso il suo RM1 Collaborative Program Grant for Multidisciplinary Teams. Sostiene la seconda fase di un programma di ricerca previsto per 10 anni sulla malattia critica cronica, una condizione in cui i sopravvissuti alla sepsi, a gravi traumi o a ustioni severe subiscono un declino prolungato delle funzioni fisiche e biologiche.
Il lavoro del centro mira a sviluppare approcci di medicina di precisione che possano aiutare i medici a identificare i singoli profili di disfunzione immunitaria dei pazienti e ad abbinarli a trattamenti più adeguati.
Perché la guarigione può restare fuori portata
Il miglioramento delle cure ospedaliere ha contribuito a ridurre il numero di persone che muoiono durante la fase acuta della sepsi. Ma sopravvivere alla crisi iniziale non significa sempre tornare in salute. Alcuni pazienti sviluppano una malattia critica cronica, che può provocare disabilità durature e aumentare il rischio di morte nell’anno successivo alla dimissione dall’ospedale.
I ricercatori del SCIRC stanno studiando se una forma dannosa di memoria immunitaria contribuisca a spiegare questa malattia prolungata. La loro teoria centrale si concentra sull’immunità addestrata disadattiva, o mTRIM. Il processo coinvolge le cellule mieloidi, un’ampia categoria di globuli bianchi che risponde precocemente alle infezioni e ai danni ai tessuti.
La memoria immunitaria aiuta solitamente l’organismo a reagire in modo efficiente quando incontra di nuovo una minaccia. Nella mTRIM, tuttavia, le cellule possono restare in una condizione anomala dopo che la malattia originaria è passata. Questo stato può mantenere l’infiammazione compromettendo al contempo altre parti della risposta immunitaria. I ricercatori affermano che questi cambiamenti includono alterazioni durature dell’attività genica e del modo in cui le cellule utilizzano i mitocondri, le strutture responsabili della produzione dell’energia cellulare.
Il centro sta esaminando anche le cellule soppressorie di derivazione mieloide, note come MDSC. Queste cellule sono state identificate per la prima volta in persone affette da cancro. In seguito, i ricercatori del SCIRC hanno scoperto che possono accumularsi in alcuni sopravvissuti alla sepsi, in particolare in quelli destinati ad avere esiti sfavorevoli.
I quattro filoni del programma rinnovato
Il nuovo finanziamento si basa su quattro anni di lavoro sostenuti dal primo finanziamento RM1 del centro, iniziato nel 2021. Quella ricerca aveva dimostrato che le anomalie immunitarie e il comportamento delle MDSC non erano uniformi: variavano da paziente a paziente e in base all’infezione coinvolta.
Il programma rinnovato ha quattro principali aree di studio. I ricercatori esamineranno come vengono regolati i geni delle cellule immunitarie, come le cellule producono e utilizzano l’energia e come le popolazioni cellulari interessate si sviluppano a partire dalle cellule staminali nel midollo osseo. Il team lavorerà inoltre a strumenti che possano valutare in tempo reale le condizioni dei pazienti e studierà trattamenti concepiti per specifici profili immunitari.
L’attività terapeutica comprenderà immunoterapie e l’uso dell’intelligenza artificiale per aiutare a identificare potenziali farmaci. L’obiettivo è superare l’approccio che tratta i pazienti in condizioni critiche come un unico gruppo e stabilire invece modalità più rapide per riconoscere distinti profili biologici.
Il progetto riunisce ricercatori di cinque college dell’UF. I suoi quattro principali responsabili sono Philip A. Efron, direttore del SCIRC e principal investigator di riferimento del finanziamento; Michael Kladde, direttore del Center for Epigenetics; Robert Maile, professore associato di chirurgia e condirettore del SCIRC; e Clayton Mathews, responsabile di malattie infettive e immunologia presso il College of Veterinary Medicine dell’UF.
Una possibile strada verso gli studi clinici
Il centro spera che la ricerca rinnovata produca sia classificazioni più chiare dei pazienti sia idee pratiche per terapie mirate. La sua ambizione a più lungo termine è discutere studi clinici di medicina di precisione nell’ambito di una futura richiesta di finanziamento per un programma.
Questa prospettiva dipende dalla trasformazione dei risultati di laboratorio in metodi utilizzabili durante o subito dopo la terapia intensiva. Identificare quali vie immunitarie siano compromesse, in quale misura e quale trattamento possa essere d’aiuto potrebbe fornire ai medici una base più dettagliata per le decisioni da prendere dopo che un paziente è sopravvissuto all’emergenza iniziale.
Il SCIRC utilizza inoltre il mese di settembre per promuovere la consapevolezza pubblica sulla sepsi. Il centro prevede eventi nel campus e nella comunità presso UF Health durante il mese e invita le persone a imparare a riconoscere i segnali d’allarme della condizione. I suoi ricercatori sottolineano che la sepsi può colpire le famiglie con la stessa facilità di altre importanti emergenze mediche, tra cui l’ictus e l’infarto.
Il sostegno del NIH è formalmente assegnato con il codice RM1GM139690. L’avviso di finanziamento afferma che il lavoro è finanziato dal National Institute of General Medical Sciences e che la responsabilità della ricerca ricade sui suoi autori, senza rappresentare la posizione ufficiale del NIH.