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Un disegno di legge bipartisan propone un credito d’imposta federale del 20% per cinema e TV

Parlamentari, studi e sindacati sostengono una proposta legislativa pensata per riportare negli Stati Uniti una quota maggiore delle produzioni cinematografiche, televisive e di effetti visivi.

Un gruppo bipartisan di parlamentari statunitensi ha presentato una proposta legislativa che offrirebbe incentivi fiscali federali per i progetti cinematografici, televisivi e di effetti visivi realizzati nel Paese. Il Motion Picture, Television, and Entertainment Revitalization Act istituirebbe un credito d’imposta di base pari al 20% dei costi di produzione ammissibili.

TV Tech riferisce che il senatore Tim Scott, repubblicano della South Carolina, e i senatori Adam Schiff, John Cornyn e Raphael Warnock hanno presentato il disegno di legge il 24 settembre. Schiff è un democratico della California, Cornyn è un repubblicano del Texas e Warnock è un democratico della Georgia.

Un provvedimento analogo è stato presentato alla Camera dai rappresentanti Nathaniel Moran, Linda T. Sánchez, Brian Jack, Laura Friedman, David Kustoff, Judy Chu, Mike Carey e Tom Suozzi. Il gruppo comprende parlamentari di entrambi i partiti e rappresenta distretti in Texas, California, Georgia, Tennessee, Ohio e New York.

La proposta segue la richiesta del presidente Trump al Congresso di creare un incentivo federale alla produzione destinato a riportare negli Stati Uniti posti di lavoro e attività del settore dell’intrattenimento. I suoi sostenitori affermano che un programma nazionale integrerebbe i meccanismi statali e renderebbe il Paese più competitivo rispetto ai centri di produzione esteri.

Una risposta nazionale alla produzione all’estero

Diversi Stati utilizzano già incentivi economici propri per attirare le produzioni. I sostenitori del disegno di legge sostengono tuttavia che l’assenza di un incentivo federale abbia messo gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio, mentre i progetti si spostano in Paesi tra cui il Canada e il Regno Unito.

In base alla proposta, le produzioni ammissibili realizzate negli Stati Uniti partirebbero da un credito del 20%. I progetti potrebbero inoltre ricevere crediti aggiuntivi opzionali del 5%, sebbene la proposta legislativa limiterebbe il credito complessivo al 30%. L’articolo non specifica i requisiti per ottenere questi crediti aggiuntivi.

I sostenitori presentano il provvedimento come un modo per mantenere il lavoro per un’ampia forza lavoro del settore. Questa comprende interpreti, sceneggiatori, registi, operatori di macchina, montatori, specialisti degli effetti visivi, designer, troupe di illuminazione e del suono, professionisti dei costumi e del trucco, addetti ai trasporti e molti altri.

La Motion Picture Association, Paramount e NBCUniversal figurano tra i sostenitori del settore. Appoggi arrivano anche dalla American Federation of Musicians, da ASCAP, dalla Coalition for American Production, da CreativeFuture, dalla Directors Guild of America, da FilmUSA, dalla Independent Film and Television Alliance, da IATSE, dalla Producers Guild of America, da SAG-AFTRA, dai Teamsters, dalla Television Academy e da entrambe le sezioni, orientale e occidentale, della Writers Guild of America.

Il settore e i gruppi dei lavoratori uniti a sostegno della proposta

La coalizione comprende studi, organizzazioni di categoria e sindacati che non sempre parlano con una sola voce sulle politiche pubbliche. Il loro argomento comune è che la produzione nazionale abbia bisogno di un incentivo paragonabile a quelli disponibili altrove.

Il presidente e amministratore delegato della Motion Picture Association, Charles Rivkin, ha affermato che il provvedimento potrebbe aggiungere $250 miliardi all’economia statunitense e creare quasi 145.000 posti di lavoro ogni anno in tutti e 50 gli Stati. Queste cifre sono proiezioni citate dall’associazione a sostegno del disegno di legge, non risultati già registrati.

Il presidente di SAG-AFTRA, Sean Astin, ha dichiarato che gli investimenti e il lavoro associati alle produzioni continuavano, ma che gran parte di essi si svolgeva al di fuori degli Stati Uniti. Ha descritto la proposta come un provvedimento per l’occupazione e ha sostenuto che il Paese possiede già le strutture, le troupe e il talento creativo necessari per rendere il settore più forte sul territorio nazionale.

Anche l’amministratore delegato di Paramount, David Ellison, e la presidente di NBCUniversal Entertainment, Donna Langley, hanno sostenuto la proposta legislativa. Ellison ha dichiarato che Paramount appoggiava il provvedimento e ha attribuito a Scott una leadership bipartisan. Ha sostenuto che la forza lavoro statunitense della produzione è fondamentale per una delle principali esportazioni culturali della nazione e che un numero maggiore di film e programmi televisivi dovrebbe essere realizzato nel Paese.

Langley ha affermato che un incentivo federale operante insieme ai programmi statali potrebbe migliorare la competitività, sostenere l’occupazione altamente qualificata e favorire la crescita economica.

Gli argomenti dei parlamentari

Scott ha sottolineato la portata culturale ed economica dei film, oltre ai posti di lavoro legati alla loro produzione. Ha citato il legame della South Carolina con The Notebook e Forrest Gump, due film che hanno utilizzato lo Stato come sfondo, sostenendo che le produzioni generano benefici per le comunità anche al di là dei set.

Il senatore ha affermato che consentire a una quantità maggiore di lavoro di lasciare il Paese significherebbe perdere occupazione, investimenti e un importante canale di influenza culturale americana. A suo avviso, il credito proposto aiuterebbe le economie locali e darebbe alle future grandi produzioni un motivo per rimanere negli Stati Uniti.

La presentazione del disegno di legge non istituisce di per sé il credito. Il Congresso dovrebbe ancora esaminare e approvare il provvedimento prima che l’incentivo proposto possa entrare in vigore. Per ora, la proposta ha riunito parlamentari, studi, sindacati e organizzazioni del settore attorno a uno sforzo condiviso per aumentare la produzione cinematografica, televisiva e di effetti visivi negli Stati Uniti.

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