Cosmos · · 4 min read
Il telescopio Swift della NASA è diretto verso il rientro dopo il fallimento del tentativo di salvataggio
L’osservatorio ormai datato sta perdendo rapidamente quota dopo che un veicolo spaziale commerciale non è riuscito a innalzare la sua orbita, avviando verso una conclusione anticipata la sua missione durata due decenni.
L’osservatorio Neil Gehrels Swift della NASA dovrebbe rientrare attraverso l’atmosfera terrestre dopo il fallimento del tentativo di salvare il telescopio spaziale, riferisce KESQ.com.
Swift si trova ora a circa 200 miglia (325 chilometri) sopra la Terra. Gli ingegneri della NASA prevedono che le operazioni diventeranno sempre più difficili una volta che scenderà sotto le 185 miglia (300 chilometri), una soglia che potrebbe oltrepassare tra l’inizio e la metà di ottobre. Si prevede quindi che l’osservatorio continui a scendere finché non brucerà durante il rientro.
Il veicolo spaziale da 3.200 libbre (1.452 chilogrammi) si trova in orbita bassa terrestre dal novembre 2004. La sua perdita prevista arriva poco prima del 22º anniversario del lancio e lascia senza un sostituto già pronto in grado di subentrare nella sua ampia gamma di osservazioni.
Un telescopio costruito per gli eventi cosmici improvvisi
Swift è stato progettato per rilevare i lampi di raggi gamma, esplosioni estremamente potenti che producono brevi lampi di radiazione ad alta energia. La sua capacità di orientarsi rapidamente verso obiettivi in evoluzione lo ha reso utile per lo studio di altri fenomeni fugaci, tra cui i brillamenti dei buchi neri, oltre che di oggetti all’interno del sistema solare come asteroidi e comete.
Gli strumenti dell’osservatorio sono stati temporaneamente spenti per ridurre il fabbisogno energetico e rallentarne la discesa. Da allora gli scienziati li hanno gradualmente riattivati, affinché Swift possa continuare a raccogliere dati il più a lungo possibile. Anche questa attività consuma energia e contribuisce al declino del veicolo spaziale.
L’orbita di Swift si è abbassata a causa della resistenza atmosferica. L’attività solare ha peggiorato il problema negli ultimi anni. Il Sole ha raggiunto il picco del suo ciclo di circa 11 anni nel 2024, producendo brillamenti ed espulsioni di massa coronale che hanno riscaldato e fatto espandere l’alta atmosfera terrestre. L’atmosfera più densa ha aumentato la resistenza opposta al veicolo spaziale e accelerato la perdita di quota.
L’osservatorio è stato intitolato a Neil Gehrels, un astrofisico della NASA che ha contribuito a progettare la missione. La sua rapidità di risposta e la varietà del suo lavoro scientifico ne hanno fatto uno strumento versatile per gli astronomi, al di là dell’originario incarico di studiare i lampi di raggi gamma.
Una missione di salvataggio che ha cambiato rotta
La NASA e Katalyst Space Technologies, con sede in Arizona, hanno cercato di prolungare la vita di Swift con LINK, un piccolo veicolo spaziale sviluppato, costruito e lanciato in nove mesi. Il piano prevedeva che LINK si avvicinasse a Swift, lo afferrasse con bracci robotici e utilizzasse il proprio sistema di propulsione per spostare l’osservatorio in un’orbita più alta e stabile.
LINK è stato lanciato all’inizio di luglio, ma ha cominciato a ruotare inaspettatamente, impedendogli di realizzare il salvataggio previsto. Gli ingegneri di Katalyst hanno usato i propulsori del satellite per ridurre la rotazione e hanno caricato un nuovo software di volo. Il tentativo di riprendere il controllo ha richiesto una manovra che ha consumato gran parte del propellente rimanente di LINK.
A metà agosto, la NASA e Katalyst hanno concluso che il satellite non aveva abbastanza carburante per catturare Swift e innalzarne l’orbita in sicurezza. Invece di abbandonare la missione, le aziende hanno proceduto con un rendezvous come dimostrazione tecnologica.
Durante la prima settimana di settembre, LINK si è avvicinato a Swift fino a circa 7,5-9 miglia (12-15 chilometri). Ha esteso i tre bracci robotici destinati alla cattura e attivato i tre propulsori a propulsione elettrica. L’incontro ha dato agli ingegneri l’opportunità di testare come un veicolo spaziale potrebbe avvicinarsi e operare intorno a un satellite più vecchio che non era mai stato progettato per essere sottoposto a manutenzione in orbita.
LINK è rimasto nello spazio per 85 giorni prima di rientrare nell’atmosfera il 25 settembre. Katalyst ha dichiarato che la missione ha prodotto dati ed esperienza che contribuiranno allo sviluppo di una futura generazione di veicoli spaziali destinati a riparare i satelliti già in orbita o a prolungarne la vita operativa.
Una conclusione controllata, ma poche capacità sostitutive
Non si prevede che la discesa di Swift crei un grave pericolo al suolo. La società di monitoraggio spaziale LeoLabs ha dichiarato alla CNN che alcuni componenti più grandi dell’osservatorio potrebbero sopravvivere al rientro, ma ha valutato come molto bassa la possibilità di danni gravi o feriti. Qualsiasi materiale superstite finirebbe molto probabilmente nell’oceano o in un’area disabitata. La NASA non ha risposto a una richiesta di commento sui rischi del rientro.
Il fallito tentativo di innalzamento dell’orbita non mirava soltanto a proteggere Swift, ma anche a testare la manutenzione commerciale dei veicoli spaziali secondo un programma accelerato. La divisione di astrofisica della NASA ha descritto la missione come un tentativo ad alto rischio di sviluppare capacità che potrebbero in futuro aiutare altri osservatori a rimanere operativi nell’orbita bassa terrestre.
Per gli scienziati di Swift, la missione terminerà senza un successore diretto pronto a sostituirne le osservazioni. Finché il veicolo spaziale non scenderà troppo in basso per poter funzionare, il suo team prevede di continuare a usare gli strumenti e a raccogliere informazioni da un telescopio che ha trascorso più di due decenni a rispondere ai segnali più brevi ed energetici dell’universo.