Cosmos · · 3 min read

L’immagine di Webb rivela minuscole nane brune in IC 348

Una nuova panoramica del vicino vivaio stellare realizzata dal telescopio spaziale James Webb mette in evidenza nove nane brune identificate di recente, tra cui oggetti con una massa pari ad appena il doppio di quella di Giove.

Una vasta immagine del telescopio spaziale James Webb della nursery stellare IC 348 ha portato a fuoco alcuni dei suoi abitanti più piccoli. La panoramica, riferisce Live Science, mostra giovani stelle, nubi luminose e protostelle attive in una regione distante circa 1.000 anni luce, nella costellazione di Perseo.

L’immagine è tra le panoramiche più estese finora diffuse da Webb. Oltre alla sua ampia veduta della formazione stellare, mostra oggetti che occupano un confine incerto tra pianeti e stelle: le nane brune. Le osservazioni successive hanno identificato nove membri sottostellari del cluster finora sconosciuti, tra cui uno con una massa stimata di circa due Giovi.

Un laboratorio vicino per la formazione stellare

IC 348 è una delle nursery stellari più vicine alla Terra. Nella visione nel vicino infrarosso di Webb, la regione appare come un campo stratificato di gas e polveri scuri e illuminati, con giovani stelle disseminate al suo interno. La concentrazione più luminosa si trova vicino al centro della panoramica, dove diverse stelle producono le nette punte di diffrazione caratteristiche dell’ottica di Webb.

La nube non è semplicemente uno sfondo tranquillo. Nella sua parte superiore destra, le protostelle stanno ancora accumulando materiale e riversando flussi di gas nell’ambiente circostante. Questi deflussi illuminano parti della nursery e creano strutture note come oggetti Herbig-Haro. I getti possono estendersi per migliaia di miliardi di miglia, anche se nella panoramica completa occupano solo una piccola porzione della scena.

La vicinanza della regione la rende utile per esaminare come si formano le stelle e gli oggetti affini. Le stelle nascono quando nubi di gas e polveri collassano sotto l’azione della gravità. Man mano che il materiale diventa più denso, la regione centrale può riscaldarsi e infine avviare il processo di fusione nucleare che alimenta una stella.

Oggetti tra pianeti e stelle

Le nane brune hanno un’origine simile, ma non accumulano massa sufficiente perché i loro nuclei possano sostenere la fusione dell’idrogeno. Sono quindi più massicce dei pianeti giganti come Giove, ma non raggiungono le condizioni fisiche associate alle stelle ordinarie.

La loro posizione tra le due categorie le rende importanti per gli astronomi che studiano i limiti della formazione stellare. Gli esempi più piccoli potrebbero aiutare a capire se lo stesso processo di collasso può produrre oggetti con una massa pari ad appena poche volte quella di Giove, o se alcuni debbano formarsi in modo diverso.

Per cercare oggetti in IC 348, nel 2024 i ricercatori hanno utilizzato la Near-Infrared Camera di Webb, o NIRCam. Quella campagna ha prodotto 39 possibili nane brune. Nel 2025, lo spettrografo nel vicino infrarosso di Webb, noto come NIRSpec, ha esaminato la luce proveniente da 15 di quei candidati. Il lavoro spettroscopico ha confermato nove nuovi membri sottostellari del cluster.

L’oggetto confermato più debole aveva una massa stimata pari a circa il doppio di quella di Giove. Live Science ha riferito che si tratta delle nane brune meno massicce finora trovate. La loro scoperta non stabilisce quanto piccola possa essere una nana bruna, ma offre ai ricercatori un nuovo gruppo di oggetti con cui esaminare questa questione.

Una seconda veduta ai raggi X

La panoramica di Webb illustra anche diverse fasi dello sviluppo stellare tutte insieme. Le giovani stelle mature risaltano contro la nube, mentre le protostelle restano immerse nella polvere e alimentano getti attraverso il materiale circostante. Questa combinazione permette agli astronomi di esaminare sia la struttura generale della nursery sia l’attività che si svolge al suo interno.

La regione è stata osservata anche a lunghezze d’onda al di fuori dell’intervallo infrarosso di Webb. L’Osservatorio Chandra della NASA ha recentemente immortalato IC 348 ai raggi X, mostrando la nursery stellare e altre sorgenti cosmiche in luce viola. Il confronto tra le due vedute può rivelare caratteristiche diverse dello stesso ambiente: Webb rileva il bagliore infrarosso di stelle, polveri e sistemi in formazione, mentre Chandra registra l’emissione di raggi X ad alta energia.

Nel loro insieme, le osservazioni fanno di IC 348 qualcosa di più di un suggestivo paesaggio astronomico. Offrono un ambiente vicino nel quale gli astronomi possono studiare come nascono le stelle, come i getti protostellari modellano ciò che li circonda e come vengono all’esistenza oggetti con una massa pari ad appena poche volte quella di Giove.

astronomyjames webb space telescopebrown dwarfsstar formationic 348perseusspace photography

Continue reading

Read this in another language