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Una giuria del New Mexico ritiene Facebook responsabile per le dichiarazioni sulla privacy
Una giuria ha stabilito che Facebook ha violato più di 43 milioni di volte la legge del New Mexico sulla tutela dei consumatori, lasciando a un giudice il compito di determinare la sanzione pecuniaria.
Una giuria del New Mexico ha ritenuto Facebook responsabile di aver fuorviato gli utenti riguardo alla privacy delle loro informazioni personali, creando la possibilità di una sanzione superiore a 200 miliardi di dollari se la richiesta dello Stato sarà accolta integralmente.
Il verdetto, pronunciato al termine di un processo durato due settimane a Santa Fe, ha individuato più di 43 milioni di violazioni della legge del New Mexico sulla tutela dei consumatori. Gli avvocati dello Stato chiedono al giudice di imporre la sanzione civile massima di 5.000 dollari per ciascuna violazione. L’importo finale sarà deciso in un’udienza fissata per il 1° ottobre.
SecurityWeek, che ha riferito del verdetto, ha affermato che il caso riguardava il modo in cui Facebook aveva gestito i dati ottenuti attraverso un quiz sulla personalità realizzato da terzi. Le informazioni ricavate da circa 87 milioni di profili furono raccolte e vendute a Cambridge Analytica, una società di consulenza politica tra i cui clienti figurava la campagna di Donald Trump del 2016.
La giuria ha concluso che Facebook aveva fornito informazioni fuorvianti su come proteggeva i dati degli utenti. Ha inoltre stabilito che la società aveva dato al pubblico un resoconto inesatto delle indagini sugli sviluppatori di applicazioni esterni accusati di raccogliere informazioni dagli utenti.
Un caso radicato nello scandalo Cambridge Analytica
La causa intentata dal New Mexico è seguita alla più ampia controversia su Cambridge Analytica, che aveva sottoposto a un attento esame le pratiche di Facebook in materia di dati. I procuratori hanno sostenuto che la società avesse ingannato gli utenti riguardo alla sicurezza delle loro informazioni e alla sua risposta alle applicazioni di terze parti che avevano ottenuto dati.
I giurati hanno stabilito che la condotta contestata aveva interessato l’intera popolazione dello Stato, composta da più di due milioni di persone. Il Dipartimento di Giustizia del New Mexico ha descritto l’esito come un’importante vittoria per i consumatori e ha affermato di aver chiamato una delle più grandi aziende tecnologiche del mondo a rispondere delle proprie azioni.
Facebook, che appartiene a Meta, ha respinto il verdetto. Il portavoce di Meta Alex Burgos ha sostenuto che lo Stato aveva presentato prove non più attuali e ha detto che la società avrebbe continuato a contestare quella che considerava una ricostruzione distorta del proprio operato.
Durante le arringhe finali, gli avvocati di Facebook hanno affermato che il New Mexico aveva avuto cinque anni per preparare il caso, ma aveva individuato soltanto un’ulteriore violazione dei dati. La società ha inoltre sostenuto che le sue politiche e pratiche erano cambiate da quando la causa era stata intentata nel 2021.
La giuria non ha accolto tutte le accuse mosse dallo Stato. Ha stabilito che i procuratori non erano riusciti a dimostrare che Facebook avesse falsamente rappresentato i propri sforzi per rimuovere i materiali dannosi, comprese le informazioni false legate alla pandemia di COVID-19.
La possibile sanzione resta incerta
L’entità del verdetto non indica necessariamente quanto Meta dovrà pagare alla fine. Moltiplicare la sanzione massima di 5.000 dollari per il numero di violazioni produrrebbe una somma superiore a 200 miliardi di dollari, con interessi che potrebbero accumularsi se la società presentasse ricorso. Il giudice dovrà valutare le argomentazioni contrapposte sull’entità della pena appropriata.
Peter Ormerod, professore associato di diritto alla Villanova University, ha dichiarato a SecurityWeek che gli elevati margini di profitto di Meta e la sua storia di contenziosi con le autorità di regolamentazione potrebbero limitare l’effetto pratico della sentenza. Ha elogiato l’azione giudiziaria portata avanti con determinazione dal New Mexico, ma ha messo in dubbio che il risultato sarebbe stato abbastanza significativo da cambiare la condotta della società.
Il procuratore generale Raúl Torrez ha affermato che qualsiasi somma assegnata sarebbe destinata al sistema educativo dello Stato. Il New Mexico chiede inoltre un’ingiunzione che impedisca a Facebook di ripetere pratiche analoghe.
Meta ha difeso la propria autorità di stabilire le regole per le sue piattaforme, sostenendo che sono spazi per la libera espressione. La società ha affermato che il suo approccio comprende la protezione delle informazioni degli utenti, la possibilità per le persone di controllare i propri dati e la gestione dei contenuti secondo ciò che ritiene utile per la propria comunità. In una testimonianza trasmessa durante il processo, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha affermato che Facebook disponeva di sistemi articolati per decidere se i materiali dovessero essere rimossi.
Parte di una più ampia battaglia legale
Il verdetto sulla privacy si aggiunge a una serie di sconfitte legali per Meta. In precedenza il New Mexico aveva ottenuto sentenze per un totale di 942 milioni di dollari in un caso distinto, articolato in due fasi, riguardante le misure di protezione dei minori sui servizi della società. Quel caso aveva portato a ordinanze che imponevano tutele tra cui una tecnologia di verifica dell’età e limiti al tempo trascorso sulle piattaforme.
Ad agosto, Meta ha accettato di pagare fino a 18 miliardi di dollari per chiudere una causa intentata da più Stati sulla sicurezza dei minori. L’accordo ha inoltre esonerato la società da future responsabilità legate alla violazione dei dati di Cambridge Analytica. Il New Mexico ha portato avanti una propria azione invece di aderire a quell’accordo, mentre anche la Florida ha rifiutato di firmare, sostenendo che l’accordo non andasse abbastanza lontano.
Quella decisione ha lasciato il New Mexico come l’unico Stato a portare a processo la controversia sulla privacy legata a Cambridge Analytica. Il prossimo passaggio importante è l’udienza di ottobre sulla sanzione, durante la quale il giudice stabilirà se l’accertamento della giuria porterà a una sostanziale sanzione pecuniaria, a un risarcimento più contenuto o a ulteriori procedimenti giudiziari.