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Le aziende dei semiconduttori affermano che l’integrazione è ora il principale ostacolo del settore
Un sondaggio di HCLTech rileva che la crescente dipendenza dai chip spinge le aziende a rafforzare le capacità di integrazione e ad adottare strategie più personalizzate per il silicio.
Il problema centrale dell’industria dei semiconduttori sta cambiando. Secondo un rapporto di HCLTech pubblicato da money.rediff.com, l’integrazione ha sostituito i vincoli di approvvigionamento come la sfida più spesso indicata dalle imprese.
I risultati arrivano mentre le aziende di tutti i settori diventano sempre più dipendenti dai chip. HCLTech ha intervistato 300 dirigenti senior negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, tra cui responsabili di ingegneria, ricerca e sviluppo, semiconduttori e hardware, prodotto, innovazione e strategia tecnologica. Quasi tutti gli intervistati—il 98 per cento—hanno dichiarato che le loro organizzazioni dipendono dai semiconduttori più di quanto facessero tre anni fa. Un ulteriore 99 per cento si aspetta che tale dipendenza aumenti nei prossimi cinque anni.
Questa dipendenza fa sì che le decisioni sui chip vadano oltre i team tecnici. Per il 71 per cento delle imprese intervistate, la crescita dell’intelligenza artificiale ha reso l’architettura dei semiconduttori una questione strategica aziendale più importante. Le decisioni sull’architettura possono influire sul modo in cui i prodotti vengono sviluppati e supportati, rendendo le scelte relative ai chip parte della pianificazione aziendale più ampia, anziché una questione ristretta di approvvigionamento.
L’integrazione supera le preoccupazioni sull’approvvigionamento
Sebbene le carenze e le interruzioni delle forniture abbiano plasmato l’industria dei semiconduttori negli ultimi anni, gli intervistati ora indicano una debolezza diversa. L’integrazione è stata citata più spesso dei problemi della catena di approvvigionamento o dei limiti prestazionali come principale motivo per cui le soluzioni esistenti non soddisfano le esigenze aziendali.
La preoccupazione è risultata particolarmente evidente nei dispositivi medici e nell’automazione industriale. Secondo HCLTech, si è classificata tra le due sfide principali in tutti e quattro i settori inclusi nella ricerca. Il risultato indica che procurarsi un chip è solo una parte del compito. Le aziende devono anche fare in modo che hardware e software funzionino insieme e si adattino ai prodotti, alle attività operative e ai piani di sviluppo a più lungo termine.
L’automazione industriale ha registrato l’aumento più marcato della dipendenza. Tre quarti degli intervistati di quel settore hanno dichiarato che le loro organizzazioni dipendevano molto più dai semiconduttori rispetto a tre anni prima. Il rapporto colloca quindi l’automazione tra gli ambiti in cui le decisioni relative ai chip stanno diventando particolarmente rilevanti.
I risultati non suggeriscono che le catene di approvvigionamento abbiano smesso di essere importanti. Mostrano invece che, dopo aver ottenuto i componenti a semiconduttore, le aziende si trovano ad affrontare una sfida più ampia: farli funzionare efficacemente all’interno di prodotti e sistemi complessi. Questa sfida diventa più visibile man mano che l’uso dei chip si diffonde nei vari settori.
Le aziende cercano un supporto ingegneristico più ampio
Le imprese intervistate hanno dichiarato di rivolgersi sempre più ai fornitori di servizi di ingegneria per ricevere assistenza. L’integrazione di hardware e software è stata l’area in cui si prevede più frequentemente di ottenere valore, indicata dal 67 per cento degli intervistati. Il supporto alla catena di approvvigionamento e al ciclo di vita è seguito con il 61 per cento, mentre il 59 per cento ha evidenziato una conoscenza più approfondita dei propri settori.
Nel loro insieme, queste priorità indicano una domanda di assistenza che si estende per l’intero ciclo di vita di un prodotto. Le aziende non cercano soltanto l’accesso ai componenti; vogliono anche supporto per combinare le tecnologie, gestire l’approvvigionamento e mantenere i sistemi nel tempo. I risultati di HCLTech suggeriscono che la solidità di una partnership ingegneristica potrebbe influenzare sempre più la competitività, insieme alle capacità del silicio stesso.
Ameer Saithu, vicepresidente esecutivo di HCLTech e responsabile globale della sua attività nel settore dei semiconduttori, ha affermato che la ricerca mostra come le aziende stiano valutando il modo di creare capacità durature attorno alla tecnologia dei semiconduttori. Ha collegato questo cambiamento ai lunghi cicli di vita dei prodotti, ai requisiti normativi e ai complessi contesti di integrazione.
La personalizzazione diventa una questione per i prossimi cinque anni
Il rapporto indica anche un possibile cambiamento nel modo in cui le aziende acquistano e sviluppano i chip. Attualmente, il 79 per cento delle imprese dipende completamente dal silicio standard disponibile sul mercato o principalmente da componenti commerciali con una personalizzazione limitata. Tuttavia, il 66 per cento prevede di adottare un approccio diverso entro cinque anni.
Il rapporto non specifica un unico modello sostitutivo per queste aziende. I risultati mostrano invece un allontanamento dalla dipendenza dai soli componenti standard. Man mano che l’uso dei semiconduttori diventa più centrale per prodotti e attività operative, le aziende potrebbero porre maggiore enfasi sull’adattamento del silicio alle proprie esigenze e sulla costruzione delle capacità ingegneristiche necessarie a supportarlo.
Per il settore, questo cambiamento modifica i criteri in base ai quali vengono valutate le soluzioni. Le prestazioni e la disponibilità restano rilevanti, ma non sono più gli unici parametri di valore individuati dalla ricerca. La capacità di collegare hardware e software, gestire le questioni relative all’approvvigionamento e al ciclo di vita e applicare competenze specifiche per settore sta diventando altrettanto importante per le imprese che pianificano la prossima generazione di prodotti.