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OpenAI offre posizioni nella robotica con stipendi fino a $500,000

Un’analisi degli annunci di lavoro di OpenAI condotta da Business Insider mostra che l’azienda si sta espandendo nell’hardware robotico, nella raccolta dati e nell’IA fisica.

OpenAI sta ampliando la propria attività nel settore della robotica, pubblicizzando 27 posizioni con stipendi base compresi tra $177,000 e $500,000 all’anno, secondo un’analisi di Business Insider. Le cifre escludono le partecipazioni azionarie e si applicano a ruoli nei settori dell’ingegneria, del lavoro di laboratorio, delle operazioni sui dati e del supporto legale.

Il numero di posizioni aperte nella robotica sulla pagina delle carriere di OpenAI è passato da 11 a maggio a 27, ha riferito Business Insider. Nel complesso, gli annunci suggeriscono che l’azienda stia sviluppando capacità che vanno oltre il software che dirige i robot. Sta inoltre cercando persone in grado di progettare macchine, assemblarle e testarle, e produrre i dati del mondo reale necessari a migliorarne le prestazioni.

Una divisione robotica prende forma

OpenAI sta assumendo ingegneri specializzati nella progettazione di attuatori, il cui lavoro riguarda i motori e i meccanismi che muovono le articolazioni robotiche. Altre posizioni aperte riguardano software, firmware e apprendimento automatico. Un tecnico di laboratorio contribuirebbe a creare e testare sistemi robotici, mentre un legale lavorerebbe specificamente con il gruppo dedicato alla robotica.

Una posizione si occuperebbe di gestire le strutture dell’azienda per la raccolta dei dati. Questo obiettivo evidenzia una delle principali difficoltà della robotica: il materiale utile per l’addestramento non può essere raccolto da internet con la stessa facilità dei testi e delle immagini usati per sviluppare molti sistemi di IA. I robot hanno bisogno di esempi che coinvolgano ambienti fisici, movimenti umani e interazioni con le macchine. Per questo le aziende devono creare autonomamente gran parte di queste informazioni oppure procurarsele da fornitori specializzati.

Lo stipendio pubblicizzato più alto spetta a un ingegnere di apprendimento automatico responsabile dei sistemi di dati distribuiti. Il lavoro riguarda l’infrastruttura usata per elaborare e trasferire grandi volumi di materiale di addestramento per la robotica tra computer, con uno stipendio base indicato fino a $500,000.

Guy Hoffman, professore alla Cornell University e direttore del suo Human-Robot Collaboration and Companionship Lab, ha esaminato i 27 annunci per Business Insider. Ha affermato che la campagna di assunzioni sembrava indicare la formazione di un team impegnato a sviluppare robot progettati specificamente per OpenAI, anziché limitarsi ad adattare macchine già esistenti.

Gli annunci descrivono ambizioni per robot di uso generale e menzionano attività relative a diverse configurazioni fisiche. Un annuncio delinea un futuro in cui le persone potrebbero avere un robot personale capace di svolgere qualsiasi compito di cui abbiano bisogno. Gli annunci, tuttavia, non identificano un prodotto finale né spiegano quando potrebbe essere lanciato. OpenAI ha rifiutato di commentare con Business Insider.

Dai modelli di IA alle macchine nel mondo reale

La spinta alle assunzioni arriva mentre aumentano gli investimenti nell’IA fisica, un termine usato per indicare i sistemi che permettono a modelli avanzati di IA di operare nell’ambiente fisico. L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, è diventato più diretto riguardo ai piani dell’azienda. In un’intervista con l’investitore Alex Heath nel podcast Sources all’inizio di questo mese, Altman ha affermato che OpenAI realizzerà un robot umanoide, perseguendo al contempo anche altri progetti.

Il team di robotica è guidato da Aditya Ramesh, un ricercatore associato a DALL·E, il sistema di generazione di immagini di OpenAI, e a Sora, il suo modello per i video. Ramesh ha inoltre lavorato sui modelli di simulazione del mondo dell’azienda, che mirano a rappresentare il comportamento del mondo fisico.

OpenAI ha già sperimentato la robotica. L’azienda ha concluso nel 2020 un progetto che aveva prodotto una mano robotica capace di risolvere un cubo di Rubik. Il rinnovato impegno segue un’inchiesta di Business Insider pubblicata all’inizio di quest’anno, secondo cui OpenAI stava addestrando un braccio robotico a svolgere attività domestiche nell’ambito di un lavoro collegato alle macchine umanoidi.

Altman ha indicato anche i centri dati come uno dei primi ambienti in cui impiegare i robot, mentre l’assistenza domestica rappresenterebbe una possibilità a più lungo termine. Se OpenAI sviluppasse un sistema umanoide, entrerebbe in un settore che comprende già iniziative fortemente finanziate da Tesla, che sta lavorando a Optimus, e da Figure AI. L’OpenAI Startup Fund, affiliato a OpenAI, ha investito in Figure, e OpenAI ha già collaborato con l’azienda su modelli di IA incentrati sui robot.

Cosa rivelano gli annunci e cosa lasciano ancora poco chiaro

Le posizioni aperte offrono solo indizi limitati sulle macchine stesse. I riferimenti alle batterie e ai telemetri laser hanno portato Hoffman a ipotizzare che OpenAI stia valutando un robot mobile in grado di operare senza una connessione fissa. Questi dettagli non stabiliscono se si muoverebbe su ruote o su gambe.

Hoffman ha inoltre osservato che gli annunci richiedono relativamente poche competenze in elettronica. Ciò potrebbe significare che l’azienda non considera l’hardware avanzato per i sensori una priorità centrale, preferendo affidarsi a telecamere, microfoni e telemetri laser standard. Questi dispositivi possono aiutare un robot a percepire l’ambiente circostante, misurare le distanze e orientarsi.

Per ora, le assunzioni di OpenAI offrono un quadro più chiaro dell’infrastruttura alla base dei suoi piani per la robotica che della forma definitiva dei robot. L’ampiezza delle posizioni indica uno sforzo che comprende progettazione fisica, test, generazione di dati e sistemi di apprendimento automatico: aree che l’azienda dovrà integrare se vorrà passare da software robotico sperimentale a macchine capaci di operare in modo affidabile nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro o nei centri dati.

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