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Apple valuta server aziendali per l’IA basati su chip Ultra

Secondo quanto riferito, Apple sta esplorando server per l’IA destinati a clienti esterni, ma un possibile lancio nel 2029 segnerebbe un difficile ritorno in un mercato che ha abbandonato anni fa.

Secondo quanto riferito da eu.36kr.com, Apple sta valutando un ritorno al mercato dei server aziendali con macchine progettate per carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. I sistemi proposti potrebbero utilizzare due o quattro chip M8 Ultra e potrebbero integrare la tecnologia NVLink di Nvidia per collegarli.

Secondo le indiscrezioni, il progetto è in fase di sviluppo da quasi un anno. John Ternus lo ha approvato in una fase iniziale, quando era a capo del gruppo di ingegneria hardware di Apple; oggi è l’amministratore delegato dell’azienda. Un eventuale lancio commerciale resta tuttavia lontano. Le macchine non sono attese prima del 2029 e il progetto potrebbe ancora essere abbandonato.

Se Apple dovesse procedere, sarebbe la sua iniziativa più significativa nel settore dei server aziendali dalla fine della linea Xserve nel 2011.

I Mac hanno trovato un ruolo inaspettato nell’IA

L’interesse di Apple emerge mentre laboratori, provider cloud e sviluppatori software cercano grandi quantità di Mac per supportare lo sviluppo dell’IA. Mac mini e Mac Studio, originariamente progettati come computer desktop, vengono installati sempre più spesso in rack e utilizzati come macchine macOS ospitate.

Questi sistemi possono eseguire software agentico, raccogliere dati comportamentali e fornire il vero ambiente Mac richiesto dalle applicazioni che interagiscono con un desktop grafico. Secondo quanto riferito, OpenAI avrebbe acquistato decine di migliaia di computer Apple, mentre Anthropic avrebbe affittato una notevole capacità Mac tramite Amazon Web Services. Anche società specializzate nell’hosting hanno creato rack destinati a implementazioni Mac su larga scala.

Una delle ragioni di questa domanda è la crescente importanza del post-training e delle capacità agentiche nello sviluppo dell’IA. I sistemi in grado di utilizzare un computer e completare attività pratiche spesso hanno bisogno di accedere a un vero desktop macOS e alle sue applicazioni. Le regole di licenza di Apple impongono che macOS venga eseguito su hardware Apple, quindi i server convenzionali non possono semplicemente sostituire i Mac tramite normali macchine virtuali o installazioni non ufficiali.

Per alcuni carichi di lavoro, acquistare o affittare direttamente dei Mac mini può quindi essere più economico che cercare di riprodurre lo stesso ambiente su apparecchiature diverse. La domanda si è inoltre estesa oltre i laboratori. In seguito alla diffusione di OpenClaw e di altri prodotti agentici, la disponibilità dei Mac mini sarebbe stata messa a dura prova, con alcuni clienti costretti ad attendere un mese o più. I ricavi trimestrali della divisione Mac sono aumentati del 29% su base annua, sebbene anche l’aumento dei costi della memoria abbia contribuito alle variazioni dei prezzi dei prodotti.

Il design della memoria di Apple è adatto all’inferenza

L’architettura hardware di Apple offre all’azienda un altro possibile vantaggio nell’inferenza dell’IA. A partire dalla generazione M1, Apple Silicon utilizza la memoria unificata, consentendo al processore e al processore grafico di condividere un unico pool invece di affidarsi a memoria di sistema e memoria grafica separate.

L’inferenza dei modelli di grandi dimensioni dipende dalla capacità della memoria e dalla velocità di trasferimento dei dati, oltre che dalla potenza di elaborazione pura. Nei computer e nei server convenzionali, lo spostamento delle informazioni tra pool di memoria separati può aggiungere ritardi nella comunicazione, soprattutto nei carichi di lavoro che richiedono un intenso trasferimento di dati.

L’ultimo Mac Studio con chip M5 Ultra è descritto come in grado di supportare fino a 512 GB di memoria unificata e una larghezza di banda di 1,2 TB al secondo. Questa capacità può essere sufficiente a contenere i pesi di un modello che altrimenti dovrebbe essere distribuito su diverse GPU specializzate. Per i modelli di grandi dimensioni eseguiti con un livello di concorrenza relativamente basso, un sistema Apple con molta memoria potrebbe quindi rappresentare un’alternativa pratica.

Un server dedicato consentirebbe ad Apple di trasformare questo interesse già esistente in hardware progettato specificamente per l’installazione in rack e per l’uso aziendale. L’azienda non partirebbe da zero: le attuali macchine consumer stanno già attirando clienti istituzionali, pur non essendo state costruite per i data center.

L’esperienza Xserve resta un monito

Il possibile ritorno di Apple è tutt’altro che certo, perché l’informatica aziendale richiede più di un hardware attraente e di prestazioni elevate. I clienti dei server si aspettano prezzi competitivi, personalizzazione, compatibilità con gli strumenti di gestione già in uso, manutenzione a lungo termine e un’ampia assistenza tecnica. Vendite, installazione, gestione operativa e obblighi contrattuali di servizio sono elementi centrali dell’attività.

Questo modello è in contrasto con la tradizionale attenzione di Apple ai prodotti consumer, in cui design, semplicità ed esperienza dell’utente sono importanti argomenti di vendita. Gli acquisti aziendali sono suddivisi tra team addetti agli approvvigionamenti, amministratori IT e operatori dei data center, ognuno con priorità diverse. La persona che approva un server potrebbe non vederlo mai, mentre chi lo mantiene potrebbe attribuire più importanza al consumo energetico, alla densità e alla riparabilità che al design industriale.

Il precedente Xserve di Apple illustra bene la difficoltà. Introdotto nel 2002, aveva un involucro in alluminio insolitamente curato e un hardware del pannello frontale organizzato con attenzione. Tuttavia, il prezzo elevato e la natura chiusa di Mac OS X Server ne limitarono l’attrattiva. Non divenne una piattaforma aziendale adottata su larga scala e Apple finì per interrompere il prodotto, mentre la sua strategia si spostava altrove.

L’attuale mercato dell’IA offre ad Apple una ragione commerciale più forte per riconsiderare i server rispetto al passato. La domanda di infrastrutture basate sui Mac esiste già e la memoria unificata potrebbe rendere Apple Silicon utile per specifici carichi di lavoro di inferenza. L’azienda dovrebbe comunque costruire la struttura commerciale, di implementazione e di assistenza che la sua attività consumer non richiede. Per ora, l’obiettivo indicato per il 2029 è una possibilità, non un impegno.

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