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Bitcoin torna sopra gli 81.000 dollari dopo i procedimenti normativi della CFTC sulle criptovalute

Bitcoin è salito sopra gli 81.000 dollari dopo che le proposte di regolamentazione della CFTC sono state sottoposte all’esame della Casa Bianca, anche se gli analisti affermano che il rally è stato trainato soprattutto dalla ricopertura delle posizioni corte, più che da un cambiamento normativo duraturo.

Bitcoin è tornato sopra gli 81.000 dollari dopo che la Commodity Futures Trading Commission ha inviato alla Casa Bianca per l’esame due proposte normative sul mercato delle criptovalute, offrendo ai trader uno sviluppo sul fronte della regolamentazione dopo il fallimento di un disegno di legge al Senato. Gate.com ha riferito che Bitcoin era scambiato a 81.043 dollari alle 06:38 UTC del 19 settembre 2026, con un rialzo del 4,58% nelle 24 ore e il primo periodo prolungato sopra gli 80.000 dollari dal 7 settembre.

I documenti della CFTC sono stati presentati il 17 settembre all’Office of Information and Regulatory Affairs, o OIRA, e inseriti su Reginfo.gov con il codice RIN 3038-AF80. L’oggetto indicato è la regolamentazione delle transazioni e dei mercati degli cripto-asset. La presentazione è arrivata dopo il voto del Senato, che il 15 settembre ha respinto il CLARITY Act con 49 voti favorevoli e 50 contrari, chiudendo la via legislativa immediata verso nuove regole per il settore.

Un segnale normativo, non una regola definitiva

L’OIRA esamina le principali normative federali prima che le agenzie possano portarle avanti verso la pubblicazione. Il materiale della CFTC resta riservato mentre il procedimento è in corso; pertanto, quando hanno reagito all’annuncio, i trader non avevano ancora visto il testo della proposta.

Le notizie sull’approccio del presidente ad interim Mike Selig indicano che le proposte potrebbero creare una nuova categoria di mercato contrattuale designato. Questo quadro consentirebbe ad alcuni exchange di criptovalute attualmente non registrati di offrire trading con leva sotto la supervisione della CFTC, senza una nuova legge del Congresso. Gli exchange che ottenessero tale designazione dovrebbero rispettare i 23 principi fondamentali previsti dalla Sezione 5(d) del Commodity Exchange Act.

Il documento è ancora nella fase preliminare del procedimento normativo. Si prevede che il processo comprenda due periodi di consultazione pubblica e altre due revisioni da parte dell’OIRA. Secondo le tempistiche descritte dagli analisti, una norma vincolante non arriverebbe prima della fine del 2027. Gli analisti di JPMorgan hanno inoltre sostenuto che una normativa emanata dall’agenzia sarebbe meno duratura di una legge, perché una futura commissione o un tribunale potrebbero modificarla o annullarla. Il CLARITY Act respinto avrebbe introdotto obblighi fissati per legge; il documento della CFTC non ha la stessa forza.

La ricopertura delle posizioni corte ha amplificato il movimento

La reazione dei prezzi è stata accentuata dal posizionamento sul mercato. I trader avevano accumulato posizioni corte durante una settimana di notizie negative, rimanendo vulnerabili quando è emersa la notizia della presentazione della CFTC. Sono state liquidate posizioni corte su Bitcoin per circa 238 milioni di dollari, mentre le chiusure forzate sull’intero mercato delle criptovalute hanno raggiunto circa 470 milioni di dollari in 24 ore.

Queste liquidazioni hanno creato una pressione automatica all’acquisto e contribuito a spingere Bitcoin oltre gli 80.000 dollari. Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti hanno fornito un’ulteriore fonte di domanda, registrando afflussi per circa 159,5 milioni di dollari il 18 settembre, dopo aver perso circa 520 milioni di dollari nella settimana precedente.

Bitcoin ha raggiunto un massimo intraday di 81.238 dollari il 18 settembre e ha chiuso quella sessione vicino agli 80.800 dollari, guadagnando circa il 6% nella giornata. La sua capitalizzazione di mercato ha raggiunto circa 1.620 miliardi di dollari. La ricostruzione di Gate.com descrive il movimento come uno short squeeze: un autentico rialzo del prezzo, che però mostra soprattutto quali trader fossero posizionati in modo errato, senza dimostrare che gli investitori di lungo periodo stiano aumentando la propria esposizione.

Il rally è arrivato inoltre nonostante un contesto macroeconomico sfavorevole. La Federal Reserve ha alzato i tassi d’interesse il 16 settembre, seguita da un aumento della Bank of Japan all’1,25%, approvato con un voto di 7-2. Il 17 settembre Bitcoin si aggirava intorno ai 76.000 dollari, prima che le notizie sulla regolamentazione contribuissero a invertire il calo.

I livelli osservati dai trader

Il test tecnico immediato è una chiusura giornaliera sopra gli 82.200 dollari. Un superamento riuscito potrebbe portare in vista gli 85.000 dollari, seguito dalla media mobile a 100 giorni, vicina agli 88.000 dollari. Gli analisti che seguono la scadenza delle opzioni di settembre e il riposizionamento di fine trimestre hanno individuato un’area compresa tra 84.000 e 90.000 dollari come possibile fascia di rialzo se il momentum dovesse persistere.

Il supporto parte dalla media mobile esponenziale a 20 giorni, a circa 77.162 dollari. Il livello successivo è 75.000 dollari, mentre una chiusura sotto la EMA a 200 giorni, intorno ai 73.077 dollari, segnalerebbe il fallimento del breakout. Un’inversione completa potrebbe riportare Bitcoin nella fascia compresa tra 68.000 e 74.000 dollari, che ha caratterizzato gli scambi per gran parte della metà del 2026.

Il prossimo importante test macroeconomico sarà la riunione della Federal Reserve del 27-28 ottobre. I mercati delle previsioni hanno collocato quasi alla pari la probabilità di un ulteriore aumento di 25 punti base, con stime comprese tra circa il 51% e il 55%, senza offrire un chiaro segnale direzionale. I dati sull’indice PCE core di agosto, sull’occupazione di settembre e sull’IPC core di settembre dovrebbero influenzare tali probabilità. L’IPC di agosto è stato superiore del 3,4% rispetto a un anno prima, con i prezzi dell’energia in aumento del 16,3%, mentre la disoccupazione era vicina al 4,1%.

I tre scenari generali descritti dagli analisti riflettono le incerte fondamenta del rally. Un arretramento verso i 74.000 dollari si verificherebbe se le posizioni corte venissero chiuse, i flussi verso gli ETF diventassero negativi e la probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre superasse il 60%. In uno scenario intermedio, Bitcoin resterebbe tra 82.200 e 85.000 dollari se mantenesse la media a 77.162 dollari e gli afflussi ai fondi rimanessero positivi. Un movimento verso gli 88.000 dollari richiederebbe progressi più rapidi nel passaggio attraverso l’OIRA, una riduzione delle aspettative di un aumento dei tassi a ottobre e un’ulteriore domanda legata al ribilanciamento di fine trimestre.

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